sabato 11 aprile 2009

Garantire la cura, alleviare la sofferenza

Il Partito Democratico della Zona del Legnanese ha organizzato per giovedì 23 aprile, alle ore 21, a Legnano presso la sala Leone da Perego un incontro sulle tematiche contenute nel Disegno di Legge Calabro’ sul Fine Vita appena licenziato dal Senato.
Scopo dell’iniziativa è quello di affrontare in modo serio e non ideologico le questioni relative alle cure palliative, accanimento terapeutico e biotestamento, sia dal punto di vista medico e giuridico, sia per quanto riguarda le ricadute della legge sulla vita e la salute dei cittadini, ma soprattutto per dare voce a chi vive quotidianamente a fianco di questi malati (medici, infermieri, volontariato)
Il testo approvato al Senato (che per altro non trova il consenso unanime neppure all’interno della maggioranza che lo ha votato) e che ora è passato alla discussione della commissione preposta alla Camera, non mancherà di far discutere ancora a lungo e rischia di produrre serie conseguenze, se non solleverà un giudizio di incostituzionalità, non solo sui cittadini malati, ma anche su coloro che assistono e curano questi malati, famiglie comprese.
E’ chiaro che su questa vicenda, più che tentare di dare una risposta alle necessità dei cittadini malati e delle loro famiglie, si è voluto giocare una partita politica allo scopo di marcare una netta, quanto fittizia divisione fra i presunti partiti della vita e della morte, senza entrare nel merito dei problemi. Infatti il testo risulta molto al disotto delle attese e delle necessità di coloro che, medici, infermieri e volontari, si trovano ad affrontare tutti i giorni le questioni della cura e del passaggio dalla vita alla morte di pazienti incurabili, terminali e gravemente malati.
Risulta inferiore anche rispetto alle modalità attraverso le quali in tutta Europa si è cercato di dare una risposta al problema. Il Disegno di legge è del tutto sbilanciato sul problema dei casi in stato vegetativo, che sono eccezionali (in Italia sono circa 6.000) e non si cura del problema delle centinaia di migliaia (circa 250.000 all’anno) di malati (oncologici e non) avanzati e terminali. Ma soprattutto la legge nega il diritto della persona ad essere soggetto e non oggetto delle cure e non si pone il problema del fatto se ci sia un limite all’accanimento terapeutico. Se questa legge verrà approvata metterà in grosse difficoltà coloro che operano nelle terapie intensive e nelle cure palliative e a dirlo sono proprio le associazioni di medici e infermieri che vi lavorano.
L’iniziativa, coordinata dal responsabile Welfare di Zona, Pio Giovanni Petrosino vede la presenza di due dei senatori che hanno attivamente vissuto questa battaglia giuridica Fiorenza Bassoli (già relatrice del testo di legge nella scorsa legislatura) e Daniele Bosone, oltre che dell’Europarlamentare Antonio Panzeri.
Per la parte medica porteranno il loro contributo il neurologo Virginio Bonito e il dottor Claudio Garbelli.

Partito Democratico - Zona del Legnanese

GARANTIRE LA CURA, ALLEVIARE LA SOFFERENZA

CURE PALLIATIVE, ACCANIMENTO TERAPEUTICO, BIOTESTAMENTO
alla luce della discussione sul Disegno di Legge sul fine vita

giovedì 23 aprile 2009 - ore 21,00

Sala Leone da Perego
Via Mons. Gilardelli 10, Legnano


Coordina
Pio Giovanni Petrosino
Responsabile area Welfare PD Zona Legnanese

Intervengono

Virginio Bonito
Comitato Bioetica Soc. Italiana Neurologia / Ospedali Riuniti di Bergamo
Claudio Garbelli
Specialista Igiene e Medicina Preventiva / Direttore generale AO Melegnano
Daniele Bosone
Senatore / Commissione Igiene e Sanità
Antonio Panzeri
Europarlamentare / Commissione Occupazione e Affari Sociali

Conclude
Fiorenza Bassoli
Senatrice / Commissione Igiene e Sanità

Contributi
Caterina Bendotti (Istituto Mario Negri Milano) Marco Carnevali (Medico anestesista rianimatore) Piera Landoni (Forum Salute e Welfare PD Metropolitano Milanese ) Luciano Lo Bianco (Pres. Unione Italiana Lotta alla distrofia muscolare - sez. Legnano) Alberto Morelli (Infermiere Pronto Soccorso 118 - AO Legnano)

venerdì 10 aprile 2009

Sempione Bis: i circoli del PD chiedono chiarezza e fatti concreti

Il presente documento è sottoscritto dai Circoli e dalla zone del Partito Democratico interessate dal tracciato della variante alla SS.33 comunemente denominata Sempione-bis.

Nel corso delle ultime settimane si è riaperto il dibattito sulla realizzazione dell’opera la cui competenza istituzionale è di ANAS e dunque dello Stato.
La progettazione dell’infrastruttura era stata avviata alla fine dello scorso decennio dal Governo D’Alema. Con l’avvento del precedente Governo Berlusconi, nel 2001 il progetto era stato inserito nel lungo elenco di opere che quel governo aveva garantito di voler realizzare. Poi, come la quasi totalità delle promesse berlusconiane, l’opera finì nel dimenticatoio e non se ne fece nulla.
Ora, anche a seguito della assegnazione alla città di Milano dell’evento Expo 2015, si torna a parlare di Sempione.bis. Ne ha parlato la Regione Lombardia e ne hanno riparlato molti Sindaci locali nel corso di una serie di recenti riunioni dedicate per l’appunto alle infrastrutture per Expo.
Il Governo Berlusconi ha invece totalmente dimenticato quest’opera tanto è vero che nel Decreto del Presidente del Consiglio approvato lo scorso ottobre il Sempione Bis non viene nemmeno annoverato fra le opere da finanziare.
Detto in altri termini: il Governo ha sì stabilito che occorre reperire almeno 2,3 miliardi per le opere ritenute necessarie ad Expo, ma all’interno di questa ingente somma non c’è nemmeno un euro per il Sempione.bis.

I circoli del Partito Democratico, con il presente documento, intendono portare il proprio contributo attivo alla discussione che si è recentemente riaperta sull’argomento

Al Governo diciamo innanzitutto che è ora di smetterla con le false promesse. Nel 2001 Berlusconi aveva sbandierato ai quattro venti la volontà di realizzare quest’opera. Alla data odierna non c’è un soldo per farla. I conti aggiornati sul progetto depositato al CIPE parlano di almeno 400 milioni di euro necessari per l’opera così come era stata immaginata all’inizio del decennio. Nel frattempo vediamo che, con la scusa dell’Expo, si finanziano tratti metropolitani sicuramente importanti, come quello di Vimercate, che però con Expo non c’entrano proprio nulla. Al Presidente del Consiglio ed all’ex Sindaco di Arconate, ora Viceministro alle Infrastrutture, chiediamo dunque di essere ascoltati e di assicurare le risorse necessarie al rilancio e alla tutela dei nostri territori.

Alla Regione ed a Formigoni chiediamo disponibilità a confrontarsi sulle vere priorità per Expo 2015, a rispondere con i fatti e non con gli slogan alle domande di vivibilità e di infrastrutture che provengono dalle comunità collocate fra la nuova Fiera e Malpensa. Diversamente rischieremmo che una situazione già grave diventi drammatica. Il sistema delle strade e delle ferrovie nella nostra zona è ormai vicino al collasso e le responsabilità di questa situazione sono in via quasi esclusiva di chi governa questa regione da oltre quindici anni. La realizzazione del Sempione.bis sicuramente non risolverà tutti i problemi, ma certamente può contribuire ad affrontarli in modo efficace.

Alla Provincia di Penati che, pur non avendo competenze dirette sulla realizzazione dell’infrastruttura, ha offerto la propria disponibilità ed il proprio supporto per un confronto finalizzato ad attualizzare il progetto diciamo un grosso grazie e indichiamo di seguito alcuni indirizzi operativi che ci auguriamo possano contribuire a rendere compatibile il progetto con le richieste del territorio e con le risorse finanziarie disponibili.

In primo luogo vogliamo qui sottolineare con forza che il “Sempione-bis” non dovrà essere l’arteria di collegamento fra Rho e Malpensa. Sono altre le infrastrutture che hanno questa funzione. Il Sempione bis deve invece essere la strada che assicura una maggior vivibilità ai territori del Nord Ovest e dell’altomilanese offrendo, a chi si sposta all’interno di quei territori, una serie di interventi infrastrutturali che riducano gli impatti viabilistici sui territori abitati.


Di conseguenza riteniamo che il progetto possa e debba essere rivisto andando oltre a quelle soluzioni tecnico-progettuali depositate al CIPE nel 2001 che fanno assomigliare l’opera più ad una superstrada che ad una infrastruttura di servizio al territorio

Riteniamo inoltre che la prima cosa da fare nella rivalutazione del progetto debba essere la modifica del tracciato in funzione della salvaguardia del Parco del Roccolo e delle zone oggi inedificate. In questo senso va privilegiato l’utilizzo della viabilità esistente prevedendo compensazioni e adeguati interventi di riqualificazione.
Chiediamo poi che laddove per cause di forza maggiore il tracciato dovesse differenziarsi dalla viabilità esistente prevedendo nuovi percorsi in zone oggi inedificate, possa essere assunto un impegno vincolante da parte delle Amministrazioni comunali ad impedire che la nuova strada possa essere l’occasione per generare nuove edificazioni.

Affermiamo altresì la necessità che la revisione del progetto possa avvenire attraverso una preventiva analisi dei dati di traffico ed una simulazione degli effetti che l’infrastruttura genererà sulla rete viabilistica locale. Ciò al fine di supportare ogni singola scelta progettuale con soluzioni adeguate a rispondere in modo efficace e razionale ai nodi presenti sulle singole tratte del percorso.

Chiediamo inoltre che le risorse destinate alla realizzazione dell’opera vengano celermente individuate all’interno del pacchetto Expo perché siamo convinti che quest’opera più di molte altre abbia coerenza con le infrastrutture necessarie a garantire accessibilità alla nuova Fiere e vivibilità delle zone ad essa contigue

Siamo saldamente convinti che i concreti risparmi che potranno essere garantiti da una riprogettazione dell’opera secondo gli indirizzi qui sopra richiamati potranno anzi dovranno essere ridestinati al potenziamento del trasporto pubblico ed in particolare:
- della realizzazione del terzo binario sulla linea ferroviaria fra Rho e Gallarate (e del quarto binario fra Rho e Parabiago) e del collegamento diretto fra RFI e Malpensa.
- dello studio di un sistema di potenziamento della mobilità leggera sull’attuale SS.33 del Sempione
Queste due interventi sono infatti di vitale importanza per liberare le strade dalle auto, migliorare la qualità degli spostamenti sul territorio e verso i suoi poli esterni e per far fronte alle legittime richieste di qualità dei servizi che i pendolari quotidianamente esprimono.

Offriamo, in conclusione, la nostra disponibilità alle Amministrazione locali, alla Provincia e alla Regione perché la discussione sul rilancio di quest’opera possa al più presto essere oggetto di verifiche puntuali e di un’azione congiunta finalizzata a dare risposta concrete alle nostre comunità.


I CIRCOLI DEL PD di
- Rho
- Vanzago
- Pogliano Milanese
- Busto Arsizio
- Zona PD del Legnanese